Montagna Pesciatina

 

Vellano Pietrabuona Medicina Fibbialla Aramo San Quirico Castelvecchio Sorana Lignana Stiappa Pontito

Benché la sua denominazione ufficiale sia Valleriana (da Val Riana, ossia Valle dei Rii), la parte settentrionale del Comune di Pescia proba- bilmente è più nota come Svizzera Pesciatina. Tale curioso appellativo fu coniato nel XIX secolo da Jean Charles Sismondi, un intellettuale ginevrino esule in Italia per ragioni politiche a cui queste zone rammenta- vano la terra natale. Sui dolci fianchi di colline verdeggianti si stagliano netti dieci antichi paesi, le cosiddette Castella, che sono: Vellano (600 m.s.l.m.), Pietrabuona (110 m.), Medicina (537 m.), Fibbialla (424 m.), Aramo (397 m.), San Quirico (529 m.), Sorana (410 m.), Castelvecchio (450 m.), Stiappa (630 m.) e Pontito (750 m.). Di un undicesimo castello, Lignana, distrutto dai pisani nel 1362, restano soltanto una chiesa perfettamente integra e molti ruderi.

Dentro i paesi non c'è pietra (o quasi) che non sia vecchia di secoli e molti sono gli scorci ricchi di suggestione. Tra i monumenti più importanti ricordiamo la Pieve di Vellano e soprattutto la Pieve romanica di S. Tommaso a Castelvecchio, che è forse l'istituzione sacra più importante della Provincia.

Con l'affermarsi, nel medioevo, delle potenze lucchese e fiorentina, la Svizzera Pesciatina venne a trovarsi al confine fra le loro zone d'influenza e fu spesso coinvolta nelle loro sanguinose battaglie. Per l'importanza strategica che in questo contesto rivestivano, i borghi furono a più riprese fortificati e nonostante ciò subirono molte devastazioni.

Terminate le contese, la vita prese a scorrere più tranquilla, mentre le opere di difesa, non più necessarie, andarono progressivamente in malora e oggi ne rimangono pochissime tracce.

Dopo l'unità d'Italia iniziò la progressiva espansione del Comune di Pescia verso la montagna che culminò, nel 1929, con l'inclusione del territorio del Comune di Vellano, sciolto per il grave dissesto finanziario in cui versava.

Nel corso dell'ultima guerra anche la Svizzera Pesciatina ha pagato il suo tributo di vite umane, soprattutto in occasione della rappresaglia nazista del 17 agosto 1944 a San Quirico, quando furono uccise venti persone per vendicare la morte di due ufficiali tedeschi.

Oggi uno dei maggiori problemi della Svizzera Pesciatina è quello dello spopolamento, seguito agli ingenti flussi migratori della prima metà del XX secolo e causato dalla crescente difficoltà a trovare un'occupazione in loco.

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